IL DUOMO DEI COSMATI

07.12.2010 17:07

 


Conosciuto anche come chiesa di Santa Maria Maggiore, venne costruito la fine del XII secolo. 

Gli architetti che vi lavorarono  appartenevano ad una delle più importanti famiglie  di marmorari dell’epoca, quella dei Cosmati.  La facciata del Duomo è preceduta da un portico, scandito da colonne. Sull’architrave in origine doveva esserci una decorazione  a mosaico blu con una scritta in oro, di cui restano poche lettere. Al centro del porticato si può vedere un arco sostenuto da due pilastri. Su quello di sinistra compare  il nome  Jacobus Laurenti, che insieme al figlio Cosma, si occupò della realizazzione del portico. Ai pilastri su menzionati, se ne aggiungono altri due. Su tutti e quattro figurano i simboli dei quattro Evangelisti,  mentre sul’arco centrale si può vedere l’immagine dell’angelo, simbolo di Cristo, nei pennacchi laterali invece vi sono due aquile. Epigrafe romane e medioevali, insieme a reperti di varie epoche, sono raccolti sotto il portico. All’interno del duomo si accede tramite un portale centrale, ornato da quattro colonne corinzie, due delle quali posano su leoni stilofori, uno per ogni lato, rappresentanti il  male che stringono tra le zampe due figure maschili che simboleggiano  il fedele al quale è impedito di accedere alla salvezza.  Al portale centrale se ne aggiungono due laterali.  All’interno  solo la pavimentazione  e la cripta risalgono al XII-XIII secolo. Il resto risale al restauro settecentesco, voluto dal vescovo Mons.  Tendarini, che stravolse l’aspetto originario dell’intero edificio. Oggi il duomo si presenta con una pianta ad aula unica, e ben otto cappelle si snodano lungo tutto il suo perimetro. Quelle poste sul lato sinistro sono , partendo dall’ingresso e spostandosi verso il transetto: 1) La cappella di S. Anna; 2) Ex cappella del rifugio; 3) Cappella dell’Immacolata; 4) Cappella del SS. Salvatore, contenente la tavola della Madonna del Rosario, attribuita ad un artista di scuola romana e datata XV-XVI secolo. Sul  Lato destro invece, partendo dall’altare  e spostandosi  verso l’ultima uscita abbiamo: 1) La cappella della Madonna della luce, con all’interno un affresco del XIV secolo; 2) Cappella di San Giuseppe, con all’interno  il dipinto che ha come soggetto la Fuga in Egitto, datato 1600; 3) La cappella del Sacro Cuore; 4) Cappella del Salvatore. Dietro L’altare maggiore campeggia una tela con l’immagine  dell’Annunziata; opera di Pietro Nelli, del XVIII secolo. Lateralmente ci sono, a destra il Martirio di Santi Giovanni e Marciano, a sinistra la Resurrezione di Giovanni. Ai lati del presbiterio due porte  conducono, una alla sacrestia, l’altra all’Oratorio del  Sacro Cuore, costruito nel XIV secolo come cappella dedicata a S. Giovanni Battista. Al suo interno compaiono murati due plutei ed un sarcofago medioevali che illustra una scena di caccia. Si possono ancora ammirare alcuni affreschi del XIV secolo sulla parete sinistra. Altri ce ne sono  anche nel catino absidale. Nella cripta posta sotto l’altare e coperta da volte a crociera sorrette da colonne  con capitelli di varie epoche, oltre ai due  cibori realizzati da Pietro da Siena per l’allora governatore Rodrigo Borgia, ce anche un piccolo altare sormontato da un medaglione del settecento con  l’effigie dei SS Gratigliano e Felicissima. Quest’ambiente venne utilizzato come sepolcreto dei vescovi della diocesi. Molto bello è anche l’organo, anch’esso del’700 recentemente restaurato. Sembra che il 1770 Mozart, andando via da Roma, si sia fermato a Civita ed in quella occasione suonò l’organo del Duomo